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Giovedi scorso in Regione Piemonte dopo tanti anni di gestazione ha preso forma il riordino delle IPAB (Istituzioni di Pubblica Assistenza e Beneficenza).

Il provvedimento, approvato con votazione bipartisan, regolamenta la direzione verso cui le IPAB dovranno andare a seconda del valore medio di produzione degli ultimi 3 anni , con tre paletti : fino a 1,5 mln di entrate ordinarie effettive esse dovranno diventare un soggetto di diritto privato (ad esempio Fondazione), quelle fra 1,5 e 2 mln potranno scegliere, quelle con un valore di produzione superiore ai 2 mln di euro dovranno convertirsi in Aziende di Servizi alla Persona (che rimarrà un soggetto di diritto pubblico). Per consentire al maggior numero di IPAB di raggiungere livelli di produzione ottimali, è permesso loro di fondersi in sorte di "consorzi" afferenti lo stesso distretto sanitario e con gli stessi fini sociosanitari.

Ma dalla teoria alla pratica la strada è molto lunga.
Come CISL FP negli anni abbiamo sempre fatto con rigore il nostro lavoro trovandoci come controparti IPAB che erano (e sono ancora) costole (o "spine nel fianco") delle amministrazione comunali più che Istituzioni Sociali, soprattutto nei piccoli centri. Lì si sono arrocati centri di potere politico molto forti che spesso e volentieri hanno creato e stanno creando non pochi grattacapi ai lavoratori, soprattutto nei casi di coesistenza di lavoratrici e lavoratori pubblici e lavoratori degli appalti, visto che la progressiva "estinzione" dei dipendenti pubblici per le norme di blocco delle assunzioni ha favorito l'utilizzo nelle IPAB di appalti di servizi. Qui le IPAB si sono spesso e volentieri dimostrati non in grado di gestire la coesistenza di lavoratori pubblici e privati, mascherandosi dietro alla "continuità" del servizio sulle spalle dei lavoratori tutti.

Siamo convinti che un processo di superamento di queste situazioni di "appalti" ormai anacronisitici non possa che fare il bene dei lavoratori, a patto che il sindacato sia maturo (e la CISL sicuramente lo è!!!!!) nel fare accordi migliorativi rispetto al nuovo provvedimento della Regione che prevede che "Per quanto riguarda il personale delle Ipab che verranno privatizzate, è data loro facoltà di conservare il regime pensionistico obbligatorio e il trattamento di fine servizio previsto per il personale dipendente degli Enti locali e continuerà ad applicarsi loro, per un periodo non inferiore a dodici mesi dalla data di trasformazione di natura giuridica dell’Ipab, del contratto nazionale collettivo in vigore all’atto della trasformazione" : l'obiettivo della CISL Funzione Pubblica è accompagnare alla pensione tutti i dipendenti delle IPAB che verranno privatizzate non solo con il regime pensionistico e il TFR dei dipendenti pubblici, ma anche con l'equivalente del trattamento economico del CCNL Autonomie Locali , ragionando come sindacato con un orizzone temporale di almeno 6/7 anni. E' inaccettabile cambiare le carte in tavola a chi ha pochi anni ancora di lavoro.

A parziale contropartita registriamo che per tali dipendenti "ex-pubblici" sarà "data loro la possibilità di presentare domanda di trasferimento ai Comuni e alle aziende del Servizio sanitario regionale"
Nell'eventuale processo di "consorzio" di IPAB adiacenti, ci sarà da superare le scoglio dell'interesse politico della serie "chi fa il capo della nuova IPAB" . La speranza è che tali amministratori siano maturi per fare ancora il bene degli ospiti e dei lavoratori, senza arroccarsi su posizioni che ormai non hanno più senso di esistere, e che sono superate da ben prima dell'arrivo del Provvedimento della Regione Piemonte oggetto di questo articolo.
Facendo invece una valutazione più tecnica abbiamo detto che si va nella direzione di depubblicizzare strutture a governance pubblica e pubblicizzare strutture a governance associativa (superato lo scoglio degli interessi di bottega di cui sopra) : ci si potrà quindi imbattere in sorte di "minotauri" difficili da gestire. Il vero problema che è che non si dovrà perdere il contatto con il territorio, vero punto fermo di questi tipi di servizi. Altro punto scuro sarà come governare l'ammortamento del patrimonio, che sappiamo essere in alcuni casi molto ingente nelle IPAB, che sono attualmente proprietarie di immobili.In ultimo non si è tenuto conto di quanto contenuto nella riforma del Terzo Settore, laddove si parla di Società Benefit o nuove IPAB 2.0).
E' sicuramente un inizio assolutamente necessario, ma serviranno provvedimenti correttivi.