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San damianoDopo ben quattro incontri in Prefettura con l'amministrazione comunale la procedura di raffreddamento si è conclusa nel peggiore dei modi: nulla di fatto e la dichiarazione della Polizia Locale di astensione dalle prestazioni straordinarie per un intero mese. E non è finita qui.

 

Ma occorre ripercorrere i fatti per capire la gravità dell'accaduto e il comportamento dell'amministrazione comunale sul quale ognuno poi potrà farsi un'opinione leggendo i verbali ufficiali degli incontri (che pubblichiamo qui).
Nel 2016 le OO.SS. avevano avanzato una formale richiesta al Comune di San Damiano d'Asti di prevedere tra gli utilizzi dei proventi delle sanzioni elevate per violazioni del codice della strada anche la costituzione di una polizza previdenziale integrativa per un importo minimo a favore degli appartenenti al corpo di Polizia Municipale, così come prevede l'art.208 del c.d.s, e il Comune di San Damiano si era riservato di rispondere in tempi brevi e per iscritto.
La risposta, giunta peraltro solo nel mese di maggio e dopo diversi solleciti è stata negativa,  così che poichè esistevano anche altre problematiche contrattuali riguardanti il personale tutto del Comune  le OO.SS. hanno dichiarato lo stato di agitazione del personale dipendente del Comune di San Damiano e che il giorno 8 giugno si sono riunite le parti in Prefettura per la rituale procedura di raffreddamento.
Sin dal primo giorno peraltro l'atmosfera è stata surreale giacchè i rappresentanti dell'amministrazione  presenti quel giorno hanno dichiarato di non avere alcun potere decisionale, per cui si è reso necessario rinviare ad un secondo incontro.
Al secondo incontro, presente questa volta il Sindaco, l'amministrazione non ha dichiarato alcuna disponibilità, nè sul 2017 nè in futuro, talchè si è rinviato ad un terzo incontro, successivo ad una consultazione dei sindacati con il personale comunale.
Al terzo incontro (e siamo al 28 giugno) arriva il colpo di scena dell'amministrazione: ad una proposta di parte sindacale ben precisa (e ragionevole) il Sindaco dichiara che la disponibilità a finanziare la previdenza integrativa c'è, ma solo in presenza di " ...un sensibile aumento degli importi accertati..." indicando la volontà dell'amministrazione di utilizzare l'autovelox anche in orario notturno.
A questo punto parte sindacale chiede i dati relativi alle somme accertate e incassate riferite agli anni 2015-2016-2017, e per consentire all'Amministrazione di fornire tale dato si rinvia a quello che sarà il quarto e ultimo incontro e che si terrà il giorno 13 luglio.
Quel giorno l'atmosfera è tesa. Il Sindaco si presenta da solo.
Dopo avere avuto conoscenza dei dati relativi alle notevoli somme (si parla di diverse centinaia di migliaia di euro all'anno) riscosse dal Comune nel triennio in corso, le OO.SS. formulano una proposta che però il Sindaco afferma che non può prendere in considerazione e prospetta l'ipotesi di erogazione dei proventi dietro un sensibile incremento  di quanto accertato nell'ultimo triennio.
Le OO.SS. si guardano in faccia: che vuol dire "sensibile incremento"? Gli agenti di polizia locale sono sconcertati: è una questione di etica professionale: certo, le sanzioni sono giuste ed imparziali perchè verificate dall'autovelox che è una macchina dunque non si può immaginare alcuna forzatura o interesse personale, ma come si fa a barattare un benefit con un aumento delle multe alla cittadinanza?
Dopo una breve consultazione le OO.SS.  tendono comunque nuovamente la mano all'amministrazione, accettando che gli importi vengano stanziati a far data dal 2018 per il triennio 2018-2020, ma ritengono che queste debbano essere corrisposte già a fronte di un accertato relativo al 2017 pari ad almeno € 300.000 meno € 1000 per ogni giorno di mancato funzionamento dell'autovelox (il che grosso modo equivarrebbe agli importi già incassati nell'anno precedente).
Il Sindaco esce dalla stanza per parlarne con qualcuno e quando rientra afferma e ripete nuovamente che la proposta non è sostenibile e che i soldi sarebbero erogabili solo a fronte di un "sensibile incremento", al che le OO.SS. respingono questo atteggiamento giudicando la proposta inammissibile e la procedura termina nel peggiore dei modi con un nulla di fatto.
Qui termina la descrizione dei fatti e ognuno ne può trarre le conseguenze del caso, ma come Organizzazione Sindacale qualche parola sull'istituto previsto dall'art.208 del codice della strada dobbiamo spenderla.
Si, è vero, l'uso di questi proventi delle multe per la polizza integrativa del corpo di polizia locale non è obbligatorio ma rimesso alla discrezionalità dell'Amministrazione,  ma oltre ad essere una scelta di civiltà sempre più diffusa tra le amministrazioni (il Comune di Asti ha stanziato a tal fine oltre 100.000 nel triennio mentre a  Torino sono molti di più ed è ormai da quasi dieci anni che lo fa ) risponde anche all'indirizzo politico fissato dall'accordo firmato dal Governo con le OO.SS il 30 novembre 2016, costituendo una forma di quel welfare che si vuole incrementare, e al tempo stesso anche l'unica possibilità attuale di  dare qualcosa a del personale che ha gli stipendi bloccati da ormai 8 anni, senza contare la sproporzione tra quanto incassa l'Ente e quanto questo dovrebbe investire per tale scopo, macroscopica anche senza bisogno di dover ulteriormente aumentare le sanzioni alla popolazione (in tal senso i colleghi della Polizia Locale sono letteralmente inorriditi per il "sensibile incremento").
Per il momento gli appartenenti al corpo di Polizia Locale si asterranno per un mese dallo svolgere prestazioni straordinarie come forma di protesta contro la posizione assunta dall'amministrazione comunale, ma nel frattempo chi glielo dice ai sandamianesi che i vigili devono raddoppiare le multe perchè il Sindaco vuole "un sensibile incremento" delle entrate che provengono da queste ultime?