Trattativa CCNL Sanità privata

Ennesima battuta di arresto nel confronto per il rinnovo del CCNL della Sanità privata. 

Nel corso dell’incontro tenutosi il 29 gennaio scorso, su richiesta delle parti datoriali,  è stato necessario destinare l’intera mattinata al riesame degli articoli già discussi negli incontri del 10 ed 11 gennaio scorso, in particolare l’orario di lavoro e il lavoro notturno, sui quali il confronto era quasi esaurito e prossimo alla definitiva chiusura, e il rapporto di lavoro part time sul quale era già stata raggiunta l’intesa.

Nel corso del pomeriggio, invece, la discussione è proseguita arenandosi sulle proposte contrattuali avanzate la scorsa volta da AIOP e ARIS.

Sui tre articoli relativi al contratto di lavoro a tempo determinato, somministrazione lavoro a tempo determinato e relativi limiti di utilizzo dei due istituti – ripresentati dalle associazioni datoriali a seguito delle modifiche apportate in materia dal decreto Dignità – abbiamo espresso delle riserve evidenziando la necessità di riformularne i contenuti e la struttura. Il prossimo incontro è prevista presso l’AIOP nazionale una commissione in sede tecnica con il compito di rivedere l’articolato e presentare alle delegazioni trattanti un nuovo testo.

Sulla proposta relativa alla istituzione di un fondo per l’aggiornamento, la qualificazione-riqualificazione professionale e diritto allo studio abbiamo evidenziato alcune criticità; tra esse la proposta di stabilire direttamente nel CCNL nazionale l’ordine delle priorità formative a cui destinare le risorse del fondo – tra le quali la parte datoriale vorrebbe inserire anche la formazione obbligatoria sulla sicurezza relativa agli RLS – e  l’insufficiente numero di ore pro-capite da destinare annualmente al fondo. AIOP e ARIS, al termine, hanno chiesto alle parti sindacali di avanzare una proposta di modifica unitaria sulla quale tentare di chiudere l’accordo.

Abbiamo affrontato, infine, l’articolo su malattia e infortuni, in merito al quale abbiamo posto il problema sulla scelta di voler introdurre penalizzazioni economiche sulle malattie cosidette brevi, evidenziando l’inefficacia che analoghi provvedimenti hanno avuto nell’ambito di altri contratti di lavoro. Sull’articolo si è deciso di ritornare nel corso dei prossimi appuntamenti.

Al termine dell’incontro abbiamo chiesto di intensificare il confronto.

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