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Il link alla petizione

Insieme ad una vera e propria offensiva giudiziaria (i ricorsi sono stati presentati nei Tribunali di Milano, Roma, Ancona, Torino, Genova) la CISL FP ha avviato una massiccia raccolta di firme sui social,

volta a far si che venga eliminata l'odiosa discriminazione tra pubblico e privato per cui, mentre nel privato il TFR viene liquidato generalmente il mese successivo alla cessazione del rapporto di lavoro, nel pubblico si arriva fino a due anni e mezzo.

La norma che introdusse l'incredibile ed ingiustificato sacrificio sulle spalle dei lavoratori dipendenti è il d.l. 138/2011 del Governo Monti, poi convertito nella legge 148/2011, ovvero i tempi in cui con non poca prosopopea, venne approvato il decreto "salva Italia", cosi nominato per giustificare i tagli e le drastiche misure che portava, ed era originariamente stata pensata per essere temporanea, in quanto tale dilazione dei tempi di liquidazione non aveva (e non ha) alcun senso oltre l'orizzonte temporale dei due anni da quando venne emanata, nel senso che oltre quei due anni li non ha più comportato e non comporta alcun risparmio per le casse pubbliche.

Non è la prima volta che i dipendenti pubblici hanno contribuito a salvare il Paese (qualcuno ancora si ricorda degli aumenti di stipendio pagati in buoni del tesoro...) e all'epoca, in un momento di particolare difficoltà per l'economia del Paese, poter differire di due anni il pagamenti del tfr dei dipendenti pubblici che andavano in pensione, significò un (piccolo) contributo al superamento della crisi, ma passati i due anni quando il sistema entrò "a regime" (ossia nel 2013!) non vi è più stato alcun beneficio per l'erario, se non una rendita parassitaria alle spalle dei dipendenti pubblici, i quali a differenza dei lavoratori privati, non possono fare affidamento sul loro TFR (che come tutti sanno peraltro non è un grazioso regalo del datore di lavoro ma retribuzione differita).

Per potere convincere il Governo a eliminare questa assurda disposizione dunque, oltre a promuovere un giudizio di legittimità costituzionale (i cui tempi però sono molto lunghi) , la CISL FP ha iniziato a raccogliere firme per una petizione al Presidente del Consiglio dei Ministri, depositata sul sito change.org (al momento in cui si scrive sono già state raggiunte quasi 9.000 firme) , con il quale si chiede di cancellare tale norma.

Per diffondere la conoscenza di questa disparità di trattamento, aumentare la diffusione dell'iniziativa e la raccolta di firme, la CISL FP di Alessandria Asti ha scritto a tutte le pubbliche amministrazioni delle due province, inviando il volantino, chiedendo di pubblicizzarlo al loro interno e di esporlo in tutti gli uffici aperti al pubblico.  

 

 

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