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Gazzetta ufficialeSi fa presto a dire ad un’amministrazione pubblica “assumi un dipendente”.

Va ricordato che per potere procedere ad assumere qualcuno le Amministrazioni devono rispettare numerosi vincoli dettati dal legislatore come condizione per la effettuazione di nuove assunzioni, e spesso  la sovrapposizione delle disposizioni, sovente non coordinate tra di loro, solleva numerosi dubbi applicativi.

Esiste infatti il divieto di effettuare assunzioni se non vengono rispettati tempi  e scadenze di numerosi adempimenti obbligatori:

trasmissione entro il 31 marzo della attestazione del rispetto del pareggio di bilancio nell’anno precedente;

rispetto del tetto di spesa del personale;

rispetto dei termini di trasmissione dei dati del bilancio, del conto consuntivo e del bilancio consolidato al portale della Banca Dati delle Amministrazioni Pubbliche;

attivazione della certificazione telematica dei crediti;

attestazione dell’assenza di personale in sovrannumero e/o in eccedenza;

adozione del piano delle azioni positive;

rideterminazione della dotazione organica nell’ultimo triennio;

inserimento nella programmazione del fabbisogno del personale;

attestazione della assenza di vincitori da assumere e di idonei per lo stesso profilo;

Il calcolo della capacità assunzionale, così come per le spese per le assunzioni, deve essere sempre valutato su base annua, tenendo conto che la mobilità in entrata di personale proveniente da amministrazioni che hanno vincoli alle assunzioni non le riduce e allo stesso tempo il risparmio derivante dalla mobilità in uscita diretta ad enti che hanno vincoli alle assunzioni non le aumenta.

Con le disposizioni dettate dal DL n. 50/2017 e dalla legge di conversione del DL n. 14/2017, legge n. 48/2017, sono aumentate le capacità assunzionali a tempo indeterminato degli enti locali e delle regioni che attualmente sono le seguenti:

LE CAPACITA’ ASSUNZIONALI A TEMPO INDETERMINATO PER IL 2017

Ai comuni fino a 1000 abitanti è consentito assumere dipendenti a tempo indeterminato nel tetto delle cessazioni dell’anno precedente. Secondo molti è consentito, in alternativa, effettuare assunzioni a tempo indeterminato nel tetto di spesa dei cessati.

Alle unioni dei comuni ed alle comunità montane è consentito assumere dipendenti a tempo indeterminato nel tetto delle cessazioni dell’anno precedente ovvero, in alternativa, effettuare assunzioni a tempo indeterminato nel tetto di spesa dei cessati.

I comuni con popolazione inferiore a 1.000 abitanti, le unioni dei comuni e le comunità montane possono utilizzare le cessazioni che sono intervenute dal 2007 in poi e che non sono state utilizzate per finanziare nuove assunzioni.

I comuni con popolazione superiore a 1.000 abitanti (senza la limitazione prevista dal comma 228 della legge n. 208/2015 e smi per gli enti fino a 10.000 abitanti) possono effettuare nel 2017 assunzioni a tempo indeterminato nel tetto del 75% della spesa dei cessati nel 2016. Occorre preliminarmente che le amministrazioni dimostrino il rispetto del rapporto dipendenti/popolazione definito dal Decreto del Ministro dell’Interno del 10 aprile 2017 per il triennio 2017/2019 per gli enti dissestati e/o strutturalmente deficitari (tra parentesi quello previsto per il triennio 2014/2016):

  • Fino a 499 abitanti 1/59 (1/78)
  • Da 500 a 999 abitanti 1/106 (1/103)
  • Da 1.000 a 1.999 abitanti 1/128 (1/123)
  • Da 2.000 a 2.999 abitanti 1/142 (1/137)
  • Da 3.000 a 4.999 abitanti 1/150 (1/143)
  • Da 5.000 a 9.999 abitanti 1/159 (1/151)
  • Da 10.000 a 19.999 abitanti 1/158 (1/145)
  • Da 20.000 a 59.999 abitanti 1/146 (1/133)
  • Da 60.000 a 99.999 abitanti 1/126 (1/117)
  • Da 100.000 a 249.999 abitanti 1/116 (1/107)
  • Da 250.000 a 499.999 abitanti 1/89 (1/79)
  • Oltre 500.000 abitanti 1/84 (1/75)

Nei comuni con popolazione superiore a 1.000 abitanti che hanno un rapporto tra dipendenti e popolazione superiore a quello previsto da tale Decreto, nonché nelle regioni, le capacità assunzionali sono fissate nel 25% dei risparmi derivanti dalle cessazioni dell’anno precedente.

LE CAPACITA’ ASSUNZIONALI A TEMPO INDETERMINATO PER IL 2018

A partire dal 2018 i comuni con popolazione superiore a 1.000 abitanti che rispettano il pareggio di bilancio, lasciano spazi finanziari inutilizzati inferiori all’1% delle entrate ed hanno un rapporto tra dipendenti e popolazione entro quello previsto dal Decreto del Ministro dell’Interno per gli enti dissestati potranno effettuare assunzioni a tempo indeterminato nel tetto del 90% dei risparmi derivanti dalle cessazioni dell’anno precedente. Per i comuni con popolazione inferiore a 1.000 abitanti, le unioni dei comuni e le comunità montane (cioè gli enti che non erano soggetti al patto di stabilità) rimangono confermate le norme attualmente in vigore, quindi assunzioni entro il tetto dei cessati e/o entro il 100% del tetto di spesa dei cessati.

I RESTI DELLE CAPACITA’ ASSUNZIONALI DEL TRIENNIO PRECEDENTE

Alle capacità assunzionali dell’anno si sommano nei comuni con popolazione superiore a 1.000 abitanti e nelle regioni quelle non utilizzate del triennio precedente (nel 2017 quindi quelle del triennio 2014/2016 e nel 2018 quelle del triennio 2015/2017), visto che il triennio precedente si calcola con scorrimento anno dopo anno.

Generalmente si ritiene che le capacità assunzionali del triennio precedente siano le seguenti:

- Anno 2014 - 60% dei risparmi delle cessazioni del 2013; 80% per gli enti con rapporto tra spesa del personale e spesa corrente inferiore al 25%;

- Anno 2015: 60% dei risparmi delle cessazioni del 2014; 100% per gli enti con rapporto tra spesa del personale e spesa corrente inferiore al 25%;

- Anno 2016: 25% dei risparmi delle cessazioni del 2015; 100% per gli enti con rapporto tra spesa del personale e spesa corrente inferiore al 25%; 75% nei comuni con popolazione inferiore a 10.000 abitanti in caso di rispetto del rapporto tra dipendenti e popolazione previsto per gli enti dissestati.

- Anno 2017: si veda in precedenza.

Molte Sezioni regionali della Corte dei Conti si sono pronunciate in merito, spesso con pareri contrastanti. (ad esempio Corte dei Conti della Lombardia n. 23/2017; Corte dei Conti della Sicilia n. 68/2017).

LE ASSUNZIONI A TEMPO INDETERMINATO DEI VIGILI

Con la legge n. 48/2017, di conversione del DL n. 14/2017, cd sicurezza, sono state ampliate le capacità assunzionali dei comuni per i vigili.

Queste amministrazioni possono assumere vigili urbani a tempo indeterminato nel biennio 2017/2018 utilizzando nel primo anno fino allo 80% dei resti delle cessazioni dei vigili dell’anno 2016 e nel secondo anno fino al 100% dei resti delle cessazioni dei vigili nell’anno 2017, ripristinando cioè le capacità assunzionali previste dal DL n. 90/2014 per gli enti locali. La utilizzazione di queste capacità è subordinata al rispetto del pareggio di bilancio e del tetto di spesa del personale. I risparmi derivanti dalle cessazioni dei vigili così utilizzati non concorrono alla determinazione delle capacità assunzionali ordinarie dell’ente. Per cui, le amministrazioni che intendono utilizzare questi spazi assunzionali devono determinare due distinti plafond: uno per i vigili, alimentato dalle cessazioni di personale di tale profilo, ed uno per tutto il resto del personale, alimentato dalle cessazioni dei restanti dipendenti.

LE ASSUNZIONI CON CONTRATTI FLESSIBILI

Le assunzioni a tempo determinato e, più in generale, con contratti flessibili possono essere effettuate nel tetto del 50% della spesa sostenuta a questo titolo nel 2009. Questo tetto sale al 100% per i comuni. Le assunzioni di dirigenti e/o responsabili e/o elevate professionalità ex articolo 110 comma 1 del D.Lgs. n. 267/2000, cioè per la copertura di posti vacanti in dotazione organica, non entrano in tale tetto di spesa. Le assunzioni flessibili, con l’eccezione di quelle di cui al comma 1 del citato articolo 110 del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali (D.Lgs. n. 267/2000), devono sempre essere motivate con finalità di carattere straordinario o limitato nel tempo.

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