congresso ust

personal2 scritta grande bicolore

Le norme che disciplinano il controllo dello stato di malattia del personale dipendente pubblico sono di due tipi:

legislative;

contrattuali.

Quelle legislative riguardano essenzialmente la materia delle visite mediche di controllo e sono state sostanzialemente immutate per decenni, fino al 2009  quando il Ministro Brunetta iniziò un percorso, conclusosi solo con il dlgs.75/2017, da una parte di differenziazione dal privato stabilendo diverse fasce di reperibilità, dall'altra di omogeneizzazione, portando tutto il controllo sulle malattie dei dipendenti all'INPS, senza distinzione della natura del datore di lavoro.

Le norme contrattuali invece disciplinano il trattamento economico a cui il dipendente ha diritto durante lo stato di malattia, e anche qui per lungo tempo non si sono registrate modifiche di rilievo fino alla firma del nuovo ccnl delle funzioni centrali, il quale ha innovato la materia, modificando e ampliando i diritti dei lavoratori. 

CCNL funzioni centrali assenze per malattiaQui è disponibile una utile guida al trattamento economico di malattia dei dipendenti delle amministrazioni centralizzate (Ministeri, Agenzie Fiscali e Enti Pubblici non Economici). 

IL TRATTAMENTO ECONOMICO 

Il dipendente ha diritto a 18 mesi di assenza per malattia nel triennio mobile (cioè calcolato andando a ritroso dalla data del primo giorno di malattia del certificato) così retribuiti:

- Per i primi nove mesi di assenza spetta l’intera retribuzione mensile fissa e continuativa con esclusione di ogni altro compenso accessorio, comunque denominato.

- per i successivi 3 mesi di assenza spetta il 90% della retribuzione come sopra specificata;

- per gli ulteriori 6 mesi spetta il 50% della retribuzione.

In questi periodi, per le malattie superiori a quindici giorni lavorativi o in caso di ricovero ospedaliero e per il successivo periodo di convalescenza post ricovero, al dipendente compete anche il trattamento economico accessorio fisso e ricorrente, ivi compresa l’indennità di posizione organizzativa, esclusi i compensi per le prestazioni di lavoro straordinario, nonché le indennità legate allo svolgimento della prestazione lavorativa.

Se l'attività del dipendente, nelle giornate in cui ha lavorato, è stata valutata positivamente,  la relativa retribuzione accessoria spetta secondo un criterio non necessariamente proporzionale all'assenza nell'anno.;

Sono previsti ulteriori 18 mesi di assenza per malattia ma non retribuiti.

 

N.B.: i periodi suddetti vanno calcolati tutti come giorni di calendario comprese le giornate del sabato, anche nei casi in cui l’orario di lavoro settimanale sia articolato su cinque giorni, nonché i giorni festivi che ricadono all’interno degli stessi.

I periodi assenza per malattia  dovuti agli effetti collaterali delle terapie salvavita, sono esclusi dal computo sopra descritto per un periodo massimo di quattro mesi per ciascun anno solare,  inoltre per questi giorni di assenza, debitamente certificati dalla struttura medica convenzionata ove è stata effettuata la terapia o dall’organo medico competente, al dipendente spetta l’intera retribuzione.

LE VISITE FISCALI

Il passaggio all'INPS della competenza sulle visite fiscali di controllo ha significato anche nuovi adempimenti sia per gli uffici del personale delle amministrazioni interessate che per il proprio personale interno addetto alle procedure, per cui l'INPS ha diramato prima il msg. 3265/2017, poi il msg. 3384/2017 e successivamente i msg. 4282/2017 e 4913/2017 in materia.

Oggi le norme in materia di reperibilità durante i periodi di malattia prevedono fasce orarie diversificate, dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19 per i dipendenti privati, e dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18 per i dipendenti pubblici, giorni festivi compresi (questo si uguale per tutti).

La visita medica di controllo può essere disposta dall'INPS o richiesta dal datore di lavoro (nel casi si tratti di un datore di lavoro privato  l'INPS addebita al datore il costo della visita) e per ogni certificato l'INPS può disporre una unica visita, perchè questa è finalizzata alla verifica dello stato di malattia, e non anche al controllo se il dipendente rimane al proprio domicilio, mentre invece il datore di lavoro può chiederne più d'una.

N.B.: da ultimo, il dlgs 75/2017  ed il successivo regolamento adottato con DPCM 206 del 17/10/2017 parlano di visite mediche effettuate con cadenza sistematica e ripetitiva e a ridosso dei giorni festivi, il che potrebbe dar luogo a visite mediche ripetute sullo stesso evento, ma su questo di certo si aprirà un contenzioso visto che "malato" non può essere considerato equivalente a "agli arresti domiciliari".

Ogni allontanamento dal luogo comunicato per la degenza deve essere comunicato in anticipo al datore di lavoro (i privati devono comunicarlo anche all'INPS) e i motivi per i quali ci si può allontanare devono essere oggettivamente gravi (addirittura il DPCM a proposito dell'esclusione dell'obbligo della reperibilità menziona solo motivi di salute) .

Nel caso di assenza alla visita medica di controllo segue la convocazione a visita ambulatoriale e la necessità di giustificare l'assenza.

Mentre nel caso del privato la giustificabilità dell'assenza a visita di controllo è materia di competenza INPS, nel settore pubblico questa è materia rimessa alla singola Amministrazione (ciò in virtù del fatto che nel pubblico il pagamento dei giorni di malattia rimane a carico dell'Amministrazione, mentre nel privato dopo i primi tre giorni di malattia il pagamento è a carico dell'INPS).

Tra le novità previste dal DPCM c'è anche quella per cui per il rientro anticipato al lavoro occorre presentare un nuovo certificato medico che attesti la cessazione dello stato morboso. 

Norme comuni sia al pubblico che al privato

Laddove l'assenza non venga giustificata, o la giustificazione venga ritenuta insufficiente, la sanzione, che consiste nel mancato pagamento del periodo di  malattia, può costare molto cara  (fino a dieci giorni di malattia al 100% e il successivo periodo al 50%), e salva comunque la possibilità di subire un procedimento disciplinare.

 

I PERMESSI PER MALATTIA

Con il nuovo CCNL funzioni centrali (ma analoghe norme saranno inserite negli altri CCNL attualmente in fase di rinnovo) si è posta attenzione anche all'uso della malattia per l'effettuazione di visite medice, terapie, esami diagnostici.

Sulla materia infatti negli anni scorsi era intervenuto il Dipartimento della Funzione pubblica con la circolare 2 del 2014, stabilendo che per nei casi suddetti non si potesse prendere giornate di malattia ma permessi personali.

Il TAR del Lazio nel 2014 aveva sconfessato l'obbligo di usare i permessi personali ma non invece il fatto che non fosse possibile prendere giorni di malattia se non nei casi in cui le visite, esami, terapie fossero dovute proprio al concomitante stato acuto di malattia.

Per sanare questo problema il nuovo CCNL ha istituito una nuova tipologia di permessi di 18 ore annue (che si aggiungono a quelli per gravi motivi) alla quale poter attingere nel caso di visite preventive, ovvero di esami dignostici e terapie non attinenti alla malattia in corso.

In questo caso l'assenza, se fruita ad ore, è pienamente retribuita, non soggiace alle trattenute della retribuzione accessoria previste per i giorni di malattia e non viene computata nel periodo dei 18 mesi succitato.

 

 

 

 

La CISL FP ti protegge

 

Volantino colpa grave 2

Come funzione l'assicurazione

Video