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Pare proprio che le fake news siano il male se non del secolo almeno del decennio, ma mai avremmo pensato di incontrarne anche in campo contrattuale. 

Venerdi è stato sottoscritto il nuovo CCNL della sanità pubblica, e fin da subito dico che è stato un buono, anzi un ottimo contratto. Nonostante questo immediatamente dopo la firma hanno iniziato a circolare messaggi deliranti sui supposti contenuti del CCNL soprattutto riguardo la categoria degli Infermieri Professionali..

Siccome in CISL non siamo abituati al fatto che quello che diciamo è legge punto e basta, ma a spiegare il pensiero e a dimostrare che abbiamo ragione, adesso cercherò di spiegare nella maniera più semplice possibile il perché sono convinto che sia stato fatto un buon lavoro.

Le bufale che si sono diffuse in modo incontrollato sul web per il momento riguardano la parte economica e sono essenzialmente due. Vediamole.

Iniziamo da quella più feroce :

l’aumento previsto a regime per un infermiere  è solo di € 67,90.

FALSO! Ecco, questa cosa qui già fa tremare i polsi non solo perché è una notizia sbagliata, ma perchè se è comprensibile che a dirlo sia un lavoratore che non è avvezzo alla contrattazione e quindi si limita a leggere la tabella A degli aumenti contrattuali,  fa invece orrore quando si vede che a condividere queste bufale sono coloro i quali invece rivestono incarichi sindacali e dovrebbero contrattare anche per gli altri, o addirittura componenti degli ordini professionali.

Mi chiedo: ma non sanno leggere un contratto o lo fanno apposta per mere ragioni di seggiola? E cosa sarebbe peggio, un sindacalista non in grado di intendere un contratto (figuriamoci di rappresentare altri) o una persona in mala fede che stravolge i fatti solo per propri interessi più o meno personali?

Si, perché NON E’ VERO che un infermiere in D0 avrà un aumento di  €67,90!

All’importo previsto dalla tabella A infatti vanno aggiunti a partire da maggio 2018 il valore dell’IVC (tabella C), pari a €13,81 (e già si arriva a € 81,71) e poi ancora altri € 19 di elemento perequativo (tabella D) per un totale di € 100,71.

Quindi ecco smentito l’aumento di € 67,90 (ma bastava veramente poco, solo leggere il CCNL…)

Nota che siccome l’elemento perequativo è solo fino al 31 dicembre 2018 (come peraltro il bonus c.d. Renzi al quale è legato), e siccome vogliamo essere più realisti del re, da qui in avanti per dimostrare che anche l’altra critica vista sul web non è fondata escluderemo dal ragionamento e dal calcolo questo elemento.

 

Ma andiamo oltre (e qui le cose si fanno difficili perché oltre a leggere occorre dimostrare anche di sapere come funziona la contrattazione nazionale) :

 

Il recupero dell’inflazione è irrisorio rispetto a quanto perso.

Questa critica per la verità l'ho letta esposta in modo ben più composto,  e sostanzialmente dice che il ccnl ha si delle cose positive ma  ci si aspettava di più dalla parte economica in quanto il contratto era fermo dal 2009, e dal 2009 ad oggi l’incremento atteso sarebbe dovuto essere dell’11%, mentre invece la percentuale ottenuta è ben più bassa.

SBAGLIATO! Tutto il ragionamento suesposto infatti sarebbe giusto, se non fosse che una sentenza della Corte Costituzionale ha dichiarato che il blocco della contrattazione (senza diritto al recupero…) era costituzionalmente corretto fino al luglio del 2015 , data di pubblicazione della sentenza, quindi è solo da quella data che possiamo cominciare a contare l’inflazione da recuperare.

Ora quindi torniamo al dato stipendiale del famoso lavoratore in D0.

Dal 2009 a oggi lo stipendio lordo è stato di € 1841,16. Con il CCNL appena sottoscritto da maggio 2018 lo stipendio diverrà € 1922,86 (la differenza sono i famosi €81,70 di prima).

Ma secondo il sito web dell’ISTAT citato da chi scriveva, uno stipendio lordo di 1841,16 rivalutato per il periodo dal mese di luglio 2015 al mese di gennaio 2018 (non è possibile calcolarla per un periodo futuro) oggi  dovrebbe essere di €1866,94!

Quindi in teoria ci sarebbe dovuto essere un aumento di soli €25,78! E la differenza tra gli €81,70 ottenuti e i €25,78 "di diritto" allora cos'è?

Questa differenza, di ben € 55,92, stante l’attuale quadro normativo possiamo considerarla a tutti gli effetti come soldi freschi, un aumento di stipendio che costituisce il frutto dell’intesa di cgil cisl e uil con il Governo del 30 novembre 2016!

Quindi è smentita anche la teoria per cui  il recupero dell'inflazione e' stato insufficiente.

(Sempre per correttezza va detto che dai €55,92 va detratta l’inflazione che avremo da qui a fine 2018, ad oggi sconosciuta, ma fortunatamente i tempi dell’inflazione elevata sono da tempo superati)

Avere costretto il governo ad assumere l’impegno degli €85 lordi medi ha permesso di poter raggiungere questo risultato economico, altrimenti inarrivabile.

Chiedere di più è umano e sempre lecito, ma per opinare sulla contrattazione prima di tutto occorre sapere cosa e come si può contrattare.

Denigrare sui social gli altri solo perchè hanno conseguito un ottimo risultato e semplicemente non lo si comprende costituisce un uso distorto e scorretto dei media, ancor più se si pensa che questi dovrebbero servire a diffondere la conoscenza e non per alimentare lo scontento diffondendo bufale.

 


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